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Riserva naturale di Castelvecchio

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Nel cuore della Toscana, nell’atmosfera medievale e a occidente, a pochi chilometri da San Gimignano sorge la Riserva Naturale di Castelvecchio.








La Riserva Naturale di Castelvecchio è accolta nella Val d’Elsa e include sul versante occidentale Poggio del Comune e a sud a 379 d’altezza abbraccia lo sperone roccioso che custodisce le rovine di Castelvecchio nota e potente roccaforte medievale protetta dai profondi solchi vallivi del Botro di Castelvecchio e Botro della Libaia, due subaffluenti del fiume Elsa.

La vegetazione è molto eterogenea poichè ha subito l’influenza della particolare morfologia e la natura calcarea che caratterizza quasi tutta l’area della Riserva Naturale di Castelvecchio. Nelle pendenze più dolci la Riserva è ricoperta da un querceto misto di piante di cerro e roverella due alberi slanciati e con folta chioma che coestino nella stessa zona.

Sui crinali calcarei più aspri e attigua al querceto, compare una splendida macchia mediterranea dove l’erica multiflora, una pianta tipica dei terreni calcarei costieri e rara nell’interno dona alla macchia mediterranea un effetto molto originale e decisamente unico.

A causa della scarsa presenza dei raggi del sole nelle strette fenditure vallive del Botro, della Libaia e del Botro di Castelvecchio ha luogo un interessante fenomeno di inversione termica. Proprio in virtù di questo fenomeno di inversione termica i faggi e gli aceri montani, che generalmente vivono nelle aree poste ad alta quota, gremiscono il fondovalle.

La Riserva Naturale di Castelvecchio singolare per la sua particolare bellezza è molto ricca di piante di tasso un albero molto raro e testimone della vegetazione di milioni di anni fa.

La parte meridionale della Riserva Naturale di Castelvecchio è ricca di affioramenti rocciosi caratterizzati anche con pareti a strapiombo, che costituiscono il preambolo di una interessante e singolare diversità ambientale molto importante per la fauna. Infatti le pareti rocciose da dove emergono le vestigia di Castelvecchio sono l’habitat preferito dai rari falchi pellegrini, i quali popolano la Riserva nel periodo invernale.

Grazie alla presenza di sporgenti rocce calcaree il posto è l’habitat preferito anche dalla Solatopupa juliana un mollusco gasteropode che caratterizza le sporgenze calcaree della Toscana della Liguria orientale e dell’Alto Lazio.

Come testimoniano i poderi abbandonati e sparsi nella zona i tratti più pianeggianti dei rilievi calcarei, che un tempo sono stati teatro di coltivazioni, sono oggi rivestiti da folte formazioni di arbusti che congiuntamente ai pascoli, alle zone rurali che decorano la Riserva Naturale di Castelvecchio sono una fonte prediletta dai numerosi uccelli per il loro nutrimento.

Tra questi compare il raro biancone ghiotto di serpenti che costituiscono in maniera esclusiva la sua alimentazione, l’averla piccola, il saltimpalo e il codirosso. Questi tre passeriformi purtroppo stanno registrando una preoccupante estinzione a seguito delle metamorfosi del paesaggio circostante dovute all’agricoltura intensiva.