Via Francigena

[vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=””][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1456910744545{padding-bottom: 50px !important;}”]Via-Francigena[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1457019594741{padding-bottom: 50px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Nell’Alto Medioevo, a partire dal IV secolo D. C. i pellegrini che desideravano visitare i luoghi santi cominciarono a fare lunghi viaggi in Europa.

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I punti focali dei fedeli erano: San Giacomo di Compostela, Roma e Gerusalemme. In seguito a questo enorme afflusso di pellegrini, che in virtù della loro credenza religiosa arrivavano sempre più spesso in Europa, inizia a comporsi una tela di strade. Lungo queste vie sorsero numerose chiese ma anche rifugi e ospedali destinati all’accoglienza dei fedeli.

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Con il trascorrere del tempo e in seguito al mutare delle stagioni, alle vicende politiche e alla venerazione più o meno cospicua dei luogo di culto, questi itinerari subirono delle modifiche come per esempio la costruzione di ponti per necessità pratiche.

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In Italia all’epoca, le strade più frequentate erano soprattutto la via Francigena, la via Aurelia e la via Cassia. Anche se esistevano delle alternative i pellegrini per una questione di tutela e di sicurezza preferivano percorrere una di queste tre grandi arterie per arrivare a destinazione.

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Nel ‘900 Sigerico, l’arcivescoco di Canterbury racconta nei dettagli il suo viaggio verso Roma intrapreso per ricevere l’investitura.

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Il nome Francigena indica la via o le vie che ”dalla terra dei Franchi” permettevano ai fedeli d’oltralpe di raggiungere la capitale. Grazie al cosiddetto ‘telefono senza fili’ e in assenza della stampa i pellegrini si trasmettevano con il passaparola le varie indicazioni attinenti a questo percorso.

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La via Francigena nel tempo divenne un percorso commerciale per le spezie, la seta e altre mercanzie che provenivano dall’Oriente e venivano introdotte sui mercati nord europei passando per l’Italia. In seguito allo sviluppo di questi commerci la via nel corso dei secoli cambiò nome diventando via Romea.

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Lungo l’asse della Francigena iniziarono a svilupparsi i primi villaggi e successivamente classificate città come Siena e San Gimignano. Tra il 990 e il 994, quando l’arcivescovo Sigerico attraversò San Gimignano, (Sante Geminiane come lo stesso ricorda), quest’ultimo era un castello della Chiesa Volterrana.Anche se a San Gimignano già all’inizio del ‘200 era stata costruita una cinta muraria, nella seconda metà dello stesso secolo, in seguito all’espansione commerciale e alla crescita demografica fu creato un secondo giro di mura che comprendeva i poggi della Torre, Montestaffoli e i piccoli borghi di San Giovanni e San Matteo che erano sorti proprio sulla via Francigena. Tuttavia l’economia di San Gimignano subì la crisi internazionale che portò al crollo dello sviluppo economico e demografico sangimignanese.

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Comunque nel corso dei secoli San Gimignano riacquistò la sua immagine medievale costruendo la sua fama e la sua ricchezza che tutt’oggi vanta. Sulla via che attraversa in toto San Gimignano, tra le due porte ancora transitabili il cui nome deriva dai borghi, sulle piazze del Duomo e della Cisterna sono ancora presenti la maggior parte dei luoghi di culto e gli edifici civili più importanti che ripercorrono nella loro edilizia e nelle loro decorazioni i tratti salienti della cultura architettonica dei maggiori centri culturali della Toscana.

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Dal 1994, la Via Francigena è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]